Maria Boneo nasce a Belgrado, Yugoslavia, nel 1959. Risiede in Argentina sin dal 1968. Finita la scuola media, esegue studi presso lo studio di Miguel Angel Bengochea e dopo, ingresa nella Escuela Nacional de Bellas Artes, dove studia durante tre anni. Perfeziona e amplia gli studi sulla scultura per altri quattro anni con Aurelio Macchi, dopodiché partecipa nello studio di Leo Vinci, per approfondire la ricerca sui materiali quali legno e avorio. Nel 2005 asiste alla Scuola di Statuaria di Carrara, Italia. In seguito al suo rientro in Argentina, esegue studi presso l’atelier di Beatriz Soto Garcia, con un particolare accento sulla scultura in marmo.
Levedad (marmo rosa del Portogallo b 0.46 x 0.14 h 0.19 m, 2007)
L'opera Levedad fu donata alla fondazione "Make-a-Wish"
Maria Boneo, protagonista della SETTIMANA DELL' ARTE, BUENOS AIRES 2008
Fotografie della inaugurazione della mostra "Mulieris"
María Boneo e lo scultore Antonio Pujía
María Boneo e il Sindaco di Buenos Aires, Mauricio Macri
ECCO LE MOSTRE DI MARIA BONEO a BUENOS AIRES 2008
Artemúltiplo, Expotrastiendas e La Semana del Arte
María Boneo ha partecipato di ARTEBA 2008

Dal 3 Gennaio e fino al 28 Febbraio 2008 l’artista presentò le sue sculture nel edificio "Yoo Punta Del Este” Uruguay (fermata 8 Avenida Roosevelt), un altro imprendimento del famoso disegner Philippe Starck. Le opere in mostra: En Hora, Quiebre, La Gota e Por dentro.
Mostre
2002: Salón Pequeño Formato, "Arte Siglo XXI". Primo Premio Scultura Museo Penitenciario Antonio Balvé.
2003: Secondo Premio Salón Grabado y Escultura "Ernesto de la Càrcova", Asociación Estimulo de Bellas Artes.
2005: Mostra Individuale Hotel Sofitel, Buenos Aires, Argentina.
2006: Mostra collettiva. Omaggio allo scultore uruguayano Guillermo Riva-Zucchelli. Selezionata per la "Feria Arte Clàsica".
2007: Sesta Edizione della Biennale Internazionale d'Arte Contemporanea di Firenze, Italia, 1 - 9 dicembre. Fortezza da Basso.
IN UN CORPO DI DONNA SI NASCONDE UN MESSAGGIO DI PACE: INCONTRO CON LA SCULTRICE MARÍA BONEO
Negli occhi chiari di María Boneo si scorgono l’Argentina, l’Italia, l’arte e la femminilità, ma soprattutto la pace. Ed è questa che si riversa nelle sue opere, le quali saranno esposte fino al 9 dicembre nella sesta edizione della “Biennale d’arte Contemporanea” che si svolge nella Fortezza ed è cominciata ieri. La troviamo fra le sue tre sculture, tutte quante rigorosamente eseguite in marmo di Carrara. Essendo un’artista di rilievo internazionale, ci svela, con una punta di orgoglio, di essere l’unica scultrice del suo paese a esporre nella città di Firenze.
MC: María, quando è incominciata la sua carriera? MB: Da molto giovane, avevo appena 18 anni. Dapprima con la pittura e poi con il bassorilievo. Ho scolpito il legno, il bronzo e il marmo.
MC: Sibilla, Selene, Vesta. Queste tre opere raffigurano corpi femminili. Perché? MB: Perché la donna, la femminilità, la capacità di procreare simboleggiano la pace, la tranquillità, la vita. Ed è questo il significato che riverso nelle mie creazioni, è questo il messaggio che desidero fare arrivare. Pace e vita. MC: Il mestiere di artista è bello, ma difficile. Quale è il suo messaggio per i giovani? MB: Lasciarsi portare da quello che hanno dentro, sempre e in ogni circostanza. Certo la vita dell’artista non è facile, soprattutto nel mio paese. Occorre molto talento, ovviamente, ma soprattutto molto impegno: personalmente, lavoro tutti i giorni. Talvolta anche di notte. La mia casa è il mio atelier. Ognuna di queste sculture mi è costata tre mesi di lavoro.
MC: E come si sente in Toscana? MB: Molto bene. Ho esposto le mie opere per tre mesi a Pietrasanta, e ora sono molto felice di poter farlo a Firenze. Qui l’arte è nell’aria, nelle strade, fra la gente. Ed è meraviglioso. I miei prossimi progetti? A ottobre mi attende la Cina. Ad ogni modo, l’Italia è presente nella mia arte addirittura più del mio paese.
MC: Potrebbe spiegarci come nascono le sue opere? MB: Prima di incominciare a lavorare direttamente sul marmo, faccio degli abbozzi. Ma l’ispirazione è fondamentale. Come le donne, come la pace.
(Intervista eseguita da Maurizio Costanzo)
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