 La fondazione ONUART (committente dell’opera “scandalo” di questi ultimi giorni) aveva incaricato all’artista spagnolo Miquel Barceló di “affrescare” la volta della Sala XX del palazzo delle Nazioni Unite a Ginevra dedicata ai Diritti umani e che prenderà il nome di “Camera per i diritti umani e per l’alleanza fra le civiltà”
La volta, di 1400 metri quadri, ha richiesto circa più di cento tonnellate di pittura prodotta con pigmenti provenienti “dai quattro angoli del mondo”. Barceló ci ha lavorato avvalendosi di un’attrezzatura appositamente progettata e con la collaborazione di specialisti in varie discipline, tra cui fisici delle particelle, ingegneri, architetti e restauratori di caverne preistoriche. Sono stati tredici mesi di lavori per il pittore di Majorca, che inoltre rappresenterà la Spagna alla prossima biennale di Venezia.
L’opera, che sarà inaugurata il prossimo 18 novembre dal segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon e delle autorità spagnole (i Sovrani accompagnati dal Presidente del Consiglio José Luis Rodriguez Zapatero) è costata circa 20 milioni di euro, dei quali un 40 per cento è costituito dall’apporto Iberico. Ci sono delle proteste, comparse sui giornali e sui blog, che dicono che questi fondi sarebbero stati prelevati dai fondi destinati agli aiuti per il Terzo mondo.
|