A Palazzo Grassi una grande mostra dedicata alle civiltà del passato. Raccogliendo un gran numero di tesori archeologici provenienti dai più importanti musei d’Europa, Asia e America, alcuni dei quali saranno mostrati al pubblico per la prima volta, Roma e i Barbari illustrerà la grandiosità e l’abilità tecnica di quei popoli che hanno forgiato la cultura europea.
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Cofanetto detto « di Teudérico » 654 – 656 dopo C. Oro, paste di vetro, filetti di oro saldato, cabochons, cammei antichi Abbaye de Saint-Maurice d’Agaune, Valais (Svizzera)
Dimensioni: 125 x 130 x 65 mm |
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L’esposizione, realizzata in collaborazione con la Kunst-und Ausstellungshalle der Bundesrepublik Deutschland di Bonn (Germania) e con l’Ecole française de Rome, è curata da un comitato scientifico internazionale, diretto da Jean-Jacques Aillagon, Presidente della Reggia di Versailles, da Michel Gras, direttore dell’Ecole française di Roma, e da Christoph Vitali, direttore del Kunst- und Ausstellungshalle der Bundesrepublik Deutschland. Il comitato è coordinato da Yann Rivière, direttore delle ricerche presso l’Ecole française di Roma, e da Umberto Roberto, docente di storia romana presso l’Università "La Sapienza" di Roma.
Prigioniero gallo Fine I sec. a.C. Musée archéologique Départemental, Saint-Bertrand-de-Comminges (Francia)
Dimensioni: 93 x 68 x 41 cm |
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All’alba della nostra era, Roma dominava tutte le coste del Mediterraneo e si accingeva a conquistare anche il Nord dell’Europa. A Ovest le isole britanniche stavano per essere sottomesse mentre i confini del continente si espandevano seguendo il corso del Reno e del Danubio.
Tuttavia, a partire dalla fine del secondo secolo, il ritmo incalzante delle conquiste romane venne smorzato da temibili avversari provenienti dalle coste scandinave, dall’Europa Centrale e dalle steppe asiatiche: I Barbari.
Con Roma e i Barbari tornano a Palazzo Grassi le mostre storiche dedicate alle grandi civiltà del passato” ha ricordato il direttore Monique Veaute. “Il mio desiderio è che Palazzo Grassi mantenga la propria vocazione di luogo legato alle esposizioni temporanee, ma non solo. Sono infatti convinta che questa grande istituzione italiana debba diventare sempre più un punto di riferimento internazionale per il mondo dell’arte e della cultura. Una importante sede espositiva ma anche un centro di produzione di idee, un luogo di incontro e dibattito.
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