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Il 6 Gennaio di
1832 nacque il pittore, illustratore ed incisore francese Paul Gustave Doré
1872 nacque il compositore e pianista russo Alexander Nikolayevich Scriabin
1993 muore Rudolf Nureyev, uno trai più talentosi ballerini del XXmo secolo
2004 muore il fotografo statunitense Francesco Scavullo |
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Mostra a New York: After Nature
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| Mercoledì, Agosto 20, 2008 |
After Nature una mostra del tutto singolare, apocalittica e imperdibile, si sviluppa come un romanzo che ci mostra il futuro dell’umanità, in rovine, alla mercede di uno stato del più puro selvaggismo. È una storia di abbandoni e di regressione, una sorta di poema epico espresso mediante le arti visive, un dramma che racconta come l’umanità si disgrega e si perde senza rimedio a causa dei disastri sociali e ambientali originati, lungo la storia, alla ricerca di un presunto progresso.
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Allora and Calzadilla, Growth (Survival), 2006. Grafted tropical plants and Jenny Holzer’s Blue Wall Tilt, 2004 (6 double-sided LCD screens with bright blue diodes in stainless-steel housings; each 165 1/2 x 5 3/8 x 5 3/8 in) |
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La mostra ha riunito artisti multigenerazionali: artisti visivi, cineasti e scrittori che si esprimono liberamente occupando con le loro creazioni i tre piani del museo, con oltre 90 opere che racchiudono un senso profetico.
Si parte da documentari di fantascienza, grazie a Werner Herzog che trasforma la sua partecipazione in un’antologia di visioni e di epifanie, un panorama allucinato di un mondo sul punto della totale scomparsa. Lo accompagnano l’albero gigante di Zoe Leonard, il cavallo di Maurizio Cattelan, la pittura apocalittica di Eugene Von Bruenchenhein; il tutto risuonando all’unisono, un requiem per la morte del pianeta.
Paweł Althamer, Self-portrait, 1993. Mixed media, grass, hemp fiber, animal intestine, wax, and hair, 74.4 x 29.9 x 27.6 in (189 x 76 x 70 cm). Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino.
Installation view Fondazione Nicola Tru |
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Fikret Atay, Roger Ballen, Robert Kusmirowski, Diego Perrone e Artur Zº mijewski appaiono a loro volta affascinati dalle apparizioni mistiche, i riti e le illuminazioni spirituali, mentre gli artisti Allora e Calzadilla, Nancy Graves e William Christenbery preferiscono delineare un pianeta in cui non sono rimasti resti dell’umanità che l’ha abitato un tempo, e nuovi e precari ecosistemi lottano per raggiungere un equilibrio.
D’altra parte, le opere di Huma Bhabha, Berlinde De Bruyckere e Thomas Schütte condividono una qualità di tipo arcaico, dove il realismo magico trasforma le sculture in miti facendone scaturire creature fantastiche, totem e idoli neoprimitivi. Questi elementi sono presenti nelle coreografie di Tino Sehgal, che a modo di sculture viventi rappresentano rituali misteriosi e stati d’estasi.
Ricuperando tecniche antiche, Pawel Althamer impiega il grasso delle budella di animali per realizzare oggetti vulnerabili; queste opere, così come le animazioni di Nathalie Djurberg, le mappe immaginarie di Roberto Cuoghi o le “videoconfessioni” di Erik van Liesthout guidano lo spettatore fino ai confini della terra, portandoci a immaginare un futuro che riflette, in sintesi, l’altissima preoccupazione per un destino che sembra inesorabilmente riservato al futuro dell’umanità.
Altra Informazione
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Zoe Leonard, Tree, 1997. Wood, steel, and steel cables, approx. 21 ft x 61 in (640 x 156 cm). Courtesy the artist and Galerie Gisela Capitain, Cologne. Installation view, Paula Cooper Gallery, New York. |
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After Nature
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