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Mostra a Edimburgo: IMPRESSIONISM & SCOTLAND



Giovedì, Settembre 11, 2008
Mostra a Edimburgo: IMPRESSIONISM & SCOTLAND


Fino al mese di ottobre viene presentata in Scozia la mostra Impressionism & Scotland, vera e propria occasione per vedere riunite circa 100 opere fra pastelli e acquarelli che esplorano in profondità il gusto scozzese nei confronti del movimento impressionista e della sua evoluzione dalla fine dell’Ottocento fino all’inizio del Novecento.

HUMA3, lo Strumento per la Difussione dell'Arte
Pierre Auguste Renoir The Bay of Naples,1881The Metropolitan Museum of Art, Bequest of Julia W. Emmons, 1956

Pierre Auguste Renoir The Bay of Naples,1881The Metropolitan Museum of Art, Bequest of Julia W. Emmons, 1956
HUMA3, un ponte d'intercambio culturale fra America Latina ed Europa
Fra le opere più importanti della mostra ci sono La baia di Napoli (The Bay of Naples, Metropolitan Museum of Art, New York) di Renoir – che è stata la prima opera impressionista acquistata da uno scozzese – e L’Assenzio (L’Absinthe o Dans le café, Musée d’Orsay, Parigi) di Degas. Altre grandi opere dell’impressionismo sono state cedute in prestito da importanti collezioni pubbliche e private del Regno Unito, della Germania, degli Stati Uniti e dell’Australia. Vi sono opere di Cézanne, Degas, Gauguin, Manet, Matisse, Monet, Pissarro, Renoir, Sisley, Toulouse-Lautrec e Van-Gogh, oltre che dei Glasgow Boys e dei Coloristi scozzesi (Scottish Colourists).

Edgar Degas The Rehearsal,1877 Burrell Collection, Glasgow

Edgar Degas The Rehearsal,1877 Burrell Collection, Glasgow
Edgar Degas The Rehearsal,1877 Burrell Collection, Glasgow
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Alla fine dell’Ottocento la Scozia diventa progressivamente una potente nazione industriale e Glasgow la seconda città più importante dell’impero britannico. Una fiorente generazione di ricchi industriali s’interessa dell’arte di avanguardia europea e acquista opere di rilievo internazionale. Per esempio, i collezionisti di Aberdeen incentrarono inizialmente la loro attenzione sulla scuola de L’Aia e su artisti scozzesi come George Reid e William McTaggart; mentre quelli di Glasgow comprarono opere di Degas, Manet, Monet, Renoir e Whistler. Esposti a questi stimoli, gli artisti della scuola di Glasgow (Lavery, Guthrie e Walton fra gli altri) cominciarono a emulare i loro contemporanei europei, dipingendo all’aperto soggetti della vita rurale ed evitando invece le controvertite scene di caffè proprie di Manet e Degas.

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Sir John Lavery The Tennis Party, 1885 Oil on Canvas 77 x 183.5 cms © Aberdeen Art Gallery and Museums

Sir John Lavery The Tennis Party, 1885 Oil on Canvas 77 x 183.5 cms © Aberdeen Art Gallery and Museums
HUMA3, un ponte d'intercambio culturale fra America Latina ed Europa


All’inizio del Novecento una nuova generazione di artisti nacque in Scozia: quella di S.J. Peploe, J.D. Fergusson, Leslie Hunter e F.C.B. Cadell, che saranno conosciuti più tardi come gli “Scottish Colourists”. Questi artisti, che erano inizialmente interessati a Manet, resteranno in realtà affascinati dal post impressionismo e dal fauvismo, e questo gusto si vedrà riflesso dopo la Seconda Guerra Mondiale nei collezionisti scozzesi, i quali acquisteranno opere di Cézanne, Gauguin, Van Gogh, Toulouse-Lautrec e, ovviamente, Matisse.

Lo sviluppo della mostra consente inoltre di stabilire dei parallelismi fra le diverse scuole (fiamminga, francese, scozzese), mettendo a confronto opere di Corot con Walton, di Bastien-Lepage con Guthrie, di Degas con Crawhall, di Manet con Ferguson, di Matisse con Hunter.


Più informazione

Impressionism & Scotland



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