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Il 6 Gennaio di
1832 nacque il pittore, illustratore ed incisore francese Paul Gustave Doré
1872 nacque il compositore e pianista russo Alexander Nikolayevich Scriabin
1993 muore Rudolf Nureyev, uno trai più talentosi ballerini del XXmo secolo
2004 muore il fotografo statunitense Francesco Scavullo |
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Mostra a Edimburgo: IMPRESSIONISM & SCOTLAND
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| Giovedì, Settembre 11, 2008 |
Fino al mese di ottobre viene presentata in Scozia la mostra Impressionism & Scotland, vera e propria occasione per vedere riunite circa 100 opere fra pastelli e acquarelli che esplorano in profondità il gusto scozzese nei confronti del movimento impressionista e della sua evoluzione dalla fine dell’Ottocento fino all’inizio del Novecento.
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Pierre Auguste Renoir The Bay of Naples,1881The Metropolitan Museum of Art, Bequest of Julia W. Emmons, 1956 |
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Fra le opere più importanti della mostra ci sono La baia di Napoli (The Bay of Naples, Metropolitan Museum of Art, New York) di Renoir – che è stata la prima opera impressionista acquistata da uno scozzese – e L’Assenzio (L’Absinthe o Dans le café, Musée d’Orsay, Parigi) di Degas. Altre grandi opere dell’impressionismo sono state cedute in prestito da importanti collezioni pubbliche e private del Regno Unito, della Germania, degli Stati Uniti e dell’Australia. Vi sono opere di Cézanne, Degas, Gauguin, Manet, Matisse, Monet, Pissarro, Renoir, Sisley, Toulouse-Lautrec e Van-Gogh, oltre che dei Glasgow Boys e dei Coloristi scozzesi (Scottish Colourists).
Edgar Degas The Rehearsal,1877 Burrell Collection, Glasgow |
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Alla fine dell’Ottocento la Scozia diventa progressivamente una potente nazione industriale e Glasgow la seconda città più importante dell’impero britannico. Una fiorente generazione di ricchi industriali s’interessa dell’arte di avanguardia europea e acquista opere di rilievo internazionale. Per esempio, i collezionisti di Aberdeen incentrarono inizialmente la loro attenzione sulla scuola de L’Aia e su artisti scozzesi come George Reid e William McTaggart; mentre quelli di Glasgow comprarono opere di Degas, Manet, Monet, Renoir e Whistler. Esposti a questi stimoli, gli artisti della scuola di Glasgow (Lavery, Guthrie e Walton fra gli altri) cominciarono a emulare i loro contemporanei europei, dipingendo all’aperto soggetti della vita rurale ed evitando invece le controvertite scene di caffè proprie di Manet e Degas.
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Sir John Lavery The Tennis Party, 1885 Oil on Canvas 77 x 183.5 cms © Aberdeen Art Gallery and Museums |
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All’inizio del Novecento una nuova generazione di artisti nacque in Scozia: quella di S.J. Peploe, J.D. Fergusson, Leslie Hunter e F.C.B. Cadell, che saranno conosciuti più tardi come gli “Scottish Colourists”. Questi artisti, che erano inizialmente interessati a Manet, resteranno in realtà affascinati dal post impressionismo e dal fauvismo, e questo gusto si vedrà riflesso dopo la Seconda Guerra Mondiale nei collezionisti scozzesi, i quali acquisteranno opere di Cézanne, Gauguin, Van Gogh, Toulouse-Lautrec e, ovviamente, Matisse.
Lo sviluppo della mostra consente inoltre di stabilire dei parallelismi fra le diverse scuole (fiamminga, francese, scozzese), mettendo a confronto opere di Corot con Walton, di Bastien-Lepage con Guthrie, di Degas con Crawhall, di Manet con Ferguson, di Matisse con Hunter.
Più informazione
Impressionism & Scotland
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